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Perché anche le decisioni più semplici possono risultare difficili

Ti è mai capitato di guardare il menù per dieci minuti, incapace di scegliere tra due opzioni apparentemente identiche? O di sentirti paralizzato nel decidere cosa indossare, nonostante l’armadio sia pieno? Non sei solo: prendere decisioni, anche piccole, può a volte risultare sorprendentemente difficile.

Gli psicologi chiamano questo fenomeno affaticamento decisionale ed è più comune di quanto si pensi. Ogni scelta che facciamo, da quale cereale comprare a quale percorso prendere per andare al lavoro, consuma una parte della nostra energia mentale. Più decisioni prendiamo, meno energia rimane per la scelta successiva — il che può rendere anche le decisioni più semplici difficili da affrontare.

Perché le decisioni semplici possono sembrare complesse

  1. Troppe opzioni: La vita moderna offre infinite scelte. Se da un lato la varietà può sembrare libertà, dall’altro può portare a un “sovraccarico di scelta”, rendendo più difficile decidere.
  2. Paura di sbagliare: Anche una piccola decisione può innescare preoccupazione per le conseguenze o per eventuali rimpianti, bloccandoci.
  3. Affaticamento mentale: Il cervello ha risorse limitate per il pensiero concentrato. Dopo una lunga giornata di lavoro, studio o cura della famiglia, prendere decisioni può risultare estenuante.
  4. Perfezionismo e autocritica: Chi cerca la scelta “perfetta” tende ad analizzare eccessivamente anche decisioni minori, rallentandosi.

La presa di decisioni nei diversi disturbi

Le difficoltà nel prendere decisioni non sono solo un aspetto della vita quotidiana: rappresentano una caratteristica importante di diversi disturbi psicologici. Ecco alcuni esempi:

1. Disturbi d’ansia

Per chi soffre di disturbo d’ansia generalizzato (GAD), anche le scelte più semplici possono provocare intensa preoccupazione. Scegliere un pasto o quale email rispondere può innescare pensieri del tipo “E se sbaglio?”.Sarah, che ha GAD, evita di scegliere ristoranti quando esce con amici perché teme di fare la scelta “sbagliata” o che agli altri non piaccia.

2. Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

Nel DOC, prendere decisioni può richiedere moltissimo tempo. Le persone possono sentire il bisogno di certezza assoluta prima di decidere o impegnarsi in controlli compulsivi per sentirsi sicure della propria scelta. David può impiegare un’ora a decidere quale maglietta indossare, preoccupandosi che il colore sbagliato possa avere “conseguenze negative”, anche se logicamente non è così.

3. Depressione

La depressione spesso riduce motivazione ed energia, rendendo anche le decisioni più banali faticose. Il rallentamento cognitivo e la mancanza di fiducia nelle proprie capacità possono trasformare anche scegliere cosa mangiare o quale compito affrontare per primo in una grande difficoltà.Maria, che soffre di depressione, rimanda spesso la spesa perché si sente incapace di decidere cosa cucinare, finendo per saltare pasti o ordinare cibo da asporto.

4. Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)

Chi ha ADHD può avere difficoltà a dare priorità alle scelte, a mantenere l’attenzione o a ricordare tutte le opzioni. L’impulsività può portare a decisioni rapide senza considerare le conseguenze, causando stress successivo. James, per exampio, può passare ore a confrontare prodotti online senza acquistare nulla — oppure comprare impulsivamente e poi pentirsi della scelta.

5. Disturbi del controllo degli impulsi / Shopping compulsivo

Nei disturbi del controllo degli impulsi, come lo shopping compulsivo, prendere decisioni può essere legato alla regolazione emotiva. Le persone possono sentirsi divise tra il desiderio di acquistare e la consapevolezza che non sia una scelta razionale. Lily vuole risparmiare ma si ritrova a discutere con sé stessa se acquistare vestiti online, provando stress, senso di colpa e ansia durante il processo decisionale.

La psicologia alla base

La difficoltà a prendere decisioni semplici è un’esperienza normale, che può essere accentuata da stress, affaticamento o sfide di salute mentale.

La scienza cognitiva mostra che ogni decisione, anche la più piccola, richiede le funzioni esecutive del cervello, tra cui pianificazione, valutazione e autocontrollo. Quando queste risorse si esauriscono, la capacità di ponderare le opzioni diminuisce, portando a scelte automatiche, procrastinazione o evitamento.

Inoltre, lo stress amplifica le difficoltà decisionali: quando il sistema emotivo è attivo, può prevalere sul pensiero razionale, rendendo anche le decisioni di routine pesanti.

Riconoscere che la capacità di decidere è una risorsa mentale limitata è il primo passo per affrontarla.

Strategie pratiche per prendere decisioni più facilmente

Indipendentemente dal disturbo sottostante, alcune strategie possono facilitare la presa di decisioni:

  • Limitare le opzioni: Ridurre le scelte possibili. Ad esempio, selezionare in anticipo pochi outfit o piatti tra cui scegliere.
  • Stabilire piccoli limiti di tempo: Concedersi un tempo realistico per decidere.
  • Creare routine: Automatizzare decisioni ricorrenti, come pasti o abitudini mattutine.
  • Dare priorità alle decisioni importanti: Riservare energia mentale per le scelte più rilevanti; considerare quelle minori “sufficientemente buone”.
  • Spezzare le decisioni in passaggi: Affrontare le scelte una alla volta.
  • Praticare l’autocompassione: Accettare che non tutte le decisioni devono essere perfette.

Con consapevolezza, strategie pratiche e supporto professionale quando necessario, è possibile recuperare fiducia nel processo decisionale, ridurre lo stress e sentirsi più in controllo della propria vita quotidiana.

Ricorda: avere difficoltà a prendere decisioni non significa che ci sia qualcosa “che non va” in te — spesso significa semplicemente che il cervello ha bisogno di un po’ di supporto, struttura e riposo.

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